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Il fiume segreto spesso l'uomo progetta il
futuro
dimenticando il
passato
-Triponzo prima della confluenza col Corno -Triponzo dopo la confluenza con F.Corno -sotto il ponte di Scheggino -sotto il ponte di Arrone -Marmore prima della confluenza del Velino -Marmore dopo la confluenza del Velino -Narni presso il Ponte di Augusto -Orte presso la confluenza nel Tevere 5.5 mc/s 10 mc/s 13,5 mc/s 16,6 mc/s 17 mc.s 55 mc/s 57 mc/s 68,7 mc/s
Quest'ultimo valore è dieci volte maggiore della portata del Tevere prima di Orte e rappresenta circa il 70% della portata del Tevere a Roma, tanto che un vecchio proverbio ternano recita che "Il Tevere non sarebbe Tevere se non ci fosse la Nera a dargli da bere". Rappresentando il bacino del fiume con linee di spessore proporzionale ai valori di portata del fiume, la rete delle vie d'acqua sarebbe rappresentata praticamente così:
Da allora iniziò un sempre più intenso utilizzo delle acque sorgive del fiume, che comprende tra quelli di maggior rilievo: -la captazione delle sorgenti del Peschiera per l'acquedotto di Roma, iniziato ai primi del Novecento con 4 mc/s fino ai 14 mc/s dichiarati oggi; -la captazione delle sorgenti per l'acquedotto di Terni, con circa 0,6 mc/s; -la derivazione idroelettrica delle acque del Corno, del Nera e del Vigi, con il Canale Medio Nera, per una portata di 12 mc/s, con punte anche di 20 mc/s, che porta in galleria le acque dell'Alto Nera fino al lago di Piediluco per il funzionamento della centrale idroelettrica di Galleto; -la captazione di 0,18 mc/s per l'acquedotto di Spoleto -la derivazione delle acque del Nera-Velino da Terni a Narni col Canale Recentino per la produzione idroelettrica della centrale di Montoro; -la captazione dalle sorgenti del Nera di 0,8 mc/s per l'acquedotto del maceratese, in via di completamento; -innumerevoli impianti di troticoltura, lungo tutto il corso del fiume, che derivano l'acqua del fiume in più punti, per restituirla più a valle con l'inevitabile carico organico del processo di allevamento delle trote. Dopo tutto ciò il fiume, con la stessa rappresentazione schematica utilizzata sopra, alla fine degli anni Ottanta, appariva così:
(le portate naturali sono quelle che si avrebbero se non ci fosse nessuna derivazione)
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aggiornato il 1/3/2007 © B. Mattioli - Laboratorio di Scienze della Terra . [inizio] [chi siamo] [dove siamo] [cosa facciamo] [galleria] [il museo] [attività] [documenti] [concorso] [prenotazioni] [contatto] Laboratorio di Scienze della Terra del Comune di Spoleto