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Il fiume segreto

spesso l'uomo progetta il

futuro

dimenticando il

passato

Fino agli inizi del Novecento il fiume Nera 
scorreva nel suo letto in condizioni naturali. 
Si ha conoscenza delle portate di magra 
ordinaria del fiume dalla Carta Idrografica del 
Bacino del fiume Tevere edita dal Ministero di 
Agricoltura, Industria e Commercio nel 1908, 
dove si legge che la portata di magra ordinaria 
del fiume lungo il suo percorso variava così:
 

-Triponzo prima della confluenza col Corno 
-Triponzo dopo la confluenza con F.Corno 
-sotto il ponte di Scheggino 
-sotto il ponte di Arrone 
-Marmore prima della confluenza del Velino 
-Marmore dopo la confluenza del Velino 
-Narni presso il Ponte di Augusto 
-Orte presso la confluenza nel Tevere 
5.5 mc/s
10 mc/s
13,5 mc/s
16,6 mc/s
17 mc.s
55 mc/s
57 mc/s
68,7 mc/s
Quest'ultimo valore è dieci volte maggiore della portata del Tevere prima di Orte e 
rappresenta circa il 70% della portata del Tevere a Roma, tanto che un vecchio 
proverbio ternano recita che "Il Tevere non sarebbe Tevere se non ci fosse la Nera 
a dargli da bere".
Rappresentando il bacino del fiume con linee di spessore proporzionale ai valori 
di portata del fiume, la rete delle vie d'acqua sarebbe rappresentata praticamente 
così:

Da allora iniziò un sempre più intenso utilizzo delle acque sorgive del fiume, che 
comprende tra quelli di maggior rilievo:
-la captazione delle sorgenti del Peschiera per l'acquedotto di Roma, iniziato ai primi 
del Novecento con 4 mc/s fino ai 14 mc/s dichiarati oggi;
-la captazione delle sorgenti per l'acquedotto di Terni, con circa 0,6 mc/s;
-la derivazione idroelettrica delle acque del Corno, del Nera e del Vigi, con il Canale
Medio Nera, per una portata di 12 mc/s,  con punte anche di 20 mc/s, che porta in 
galleria le acque dell'Alto Nera fino al lago di Piediluco per  il funzionamento della 
centrale idroelettrica di Galleto;
-la captazione di 0,18 mc/s per l'acquedotto di Spoleto
-la derivazione  delle  acque  del  Nera-Velino  da  Terni  a  Narni  col  Canale  
Recentino per la produzione idroelettrica della centrale di Montoro;
-la captazione dalle sorgenti  del Nera  di 0,8 mc/s  per  l'acquedotto   del maceratese, 
in via  di completamento;
-innumerevoli impianti di troticoltura, lungo tutto il corso  del fiume, che  derivano  
l'acqua  del fiume  in più punti, per  restituirla  più  a valle  con l'inevitabile  carico 
organico  del processo di allevamento delle trote.
 
Dopo tutto ciò il fiume, con la stessa rappresentazione schematica utilizzata sopra, 
alla fine degli anni Ottanta, appariva così:

(le portate naturali sono quelle che si avrebbero se non ci fosse nessuna derivazione)

Si può quindi parlare di un fiume segreto, di un fiume che è stato tolto dal suo alveo 
naturale e immesso in una serie infinita di canali, generalmente sotterranei che 
corrono a lato dell'alveo naturale, privato ormai di gran parte delle sue acque.
Ma, come era detto nelle premesse, 
 
spesso l'uomo progetta il
futuro 
dimenticando il 
passato............
 
Infatti il nuovo  piano regionale degli acquedotti prevede  un attingimento  per uso  
idropotabile dall'area di  Scheggino di circa  500-600 l/s.  o forse più, anche se si 
aggiunge che "non è noto  comunque il  comportamento a lungo termine" del sistema 
quando i pozzi andranno a regime  sul medio-lungo periodo.
Comunque si indica che tale prelievo  porterebbe ad una diminuizione  del 12-10% 
della portata del fiume, che nel rapporto è stimata dell'ordine dei 4-5 mc/s.
L'affermazione è vera solo per l'ammissione implicita che tale prelievo andrebbe ad
incidere sulle portate del fiume, mentre per la stima della loro diminuizione c'è  una 
affermazione discutibile, infatti  la portata in alveo  dipende dalla portata  naturale 
meno i prelievi, che,  ad esempio, nel 1988  dava  circa  3,6 mc/s,  quindi  la 
sottrazione  idrica sarebbe  in questo caso  del 17%, ma sarebbe più realistico dire che
la sottrazione  idrica  totale passerebbe  dal precedente  77%  delle portate naturali,  
               ((medionera+spoleto)/(medionera+spoleto+portata in alveo) 
all' 81%  dopo la andata a regime dei nuovi pozzi, 
              ((medionera+spoleto+nuovi pozzi)/(medionera+spoleto+portata in alveo))
per  passare  all' 86%  della portata  naturale  del fiume  al  momento  del  
completamento della  derivazione  dell'acquadotto  del maceratese.
 
C'è poi da aggiungere che   il riferimento  di tali considerazioni al valore  delle magre 
ordinarie  è inadeguato, in quanto gli studi ormai condivisi sulle variazioni climatiche
 in atto, indicano che le portate del fiume  vanno progressivamente diminuendo, 
stante una duninuizione delle piogge  sul bacino pari a -1,94  mm/anno (Dragoni, 
1996). 
Ciò comporterebbe  una diminuizione della portata del Nera al 2010 dell'11% rispetto 
ai valori del 1988.
Con tale ipotesi si verificherebbe  una sottrazione del 97%  rispetto alle portate 
naturalidi massima  magra  che mediamente si ripropongono con una periodicità di 
10-15  anni!

vuoi fare commenti o 
chiedere spiegazioni?

aggiornato il 1/3/2007

© B. Mattioli - Laboratorio di Scienze della Terra .

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